Notizie per passione

Giornalisti o edicolanti?

La teoria del Big Bang va in soffitta

La teoria del Big Bang, descritta matematicamente da Albert Einstein, potrebbe andare in soffitta.
Al suo posto gli scienziati americani dell’università di Penn State hanno elaborato quella del «grande rimbalzo». Secondo lo studio, pubblicato dalla rivista Nature Physics, prima della nascita del nostro universo ce n’era uno simile che però collassava su se stesso.
Uno dei principali limiti della teoria del Big Bang è che presuppone un momento nella storia dell’universo in cui tutta la materia è concentrata in un punto con zero volume e massa infinita, uno stato impossibile secondo le leggi della fisica.
I ricercatori, guidati da Martin Bojowald, hanno unito la teoria della relatività ad equazioni di fisica quantistica elaborate successivamente ad Einstein.
Il risultato è stato il primo modello che descrive sistematicamente l’esistenza di un universo preesistente al nostro, e che ne calcola alcune caratteristiche.
Secondo il modello, il “vecchio” universo stava collassando rapidamente su sè stesso, fino a raggiungere uno stato in cui la gravità e l’energia erano così alte (ma non infinite, come sostenuto dalle teorie precedenti) che la repulsione reciproca ha fatto invertire il processo e ha dato vita all’universo in espansione che conosciamo oggi.
Per i fisici americani, anche se molto simili fra loro, gli universi «pre e post rimbalzo» non erano uguali: le equazioni che li governano infatti hanno almeno una variabile differente, che Bojowald chiama il «fattore di dimenticanza cosmica».
Una teoria che probabilmente soppianterà quelle precedenti e che, forse, tra qualche anno, sarà soppiantata da un’altra.

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13 luglio 2007 Posted by | News | Lascia un commento

Il mantello dell’invisibilità potrebbe non essere un sogno

Il mantello dell’invisibilità potrebbe non essere più pura fantasia: il trucco che permette al maghetto Harry Potter di diventare trasparente potrebbe avere un suo corrispondente nel mondo della fisica, meno poetico e fantasioso forse, ma ricco di promesse interessanti. Uno studio appena pubblicato su Nature e nel quale l’Italia ha un ruolo di primo piano, è un nuovo passo in avanti in questo campo.
La ricerca, cui hanno partecipato studiosi di Stati Uniti, Danimarca e Spagna, descrive l’esperimento eseguito dal gruppo di Mario Rocca, del dipartimento di Fisica dell’università di Genova, del quale fanno parte Letizia Savio e Luca Vattuone. È stato scoperto un nuovo tipo di eccitazione elettronica, chiamata «plasmone acustico», sulla superficie di un materiale della famiglia dei «materiali plasmonici», materiali le cui eccitazioni elettroniche (chiamate plasmoni) hanno una significativa probabilità di essere eccitate e di sopravvivere abbastanza a lungo da consentire applicazioni tecnologiche.
L’esistenza del plasmone acustico era stata prevista teoricamente, anni fa, dallo spagnolo Pedro Echenique e oggi questi oggetti suscitano viva attenzione per le possibili applicazioni in diversi campi. Permettono infatti di realizzare materiali che non esistono in natura, con proprietà ottiche singolari e un indice di rifrazione plasmabile quasi a volontà.
«Con tali materiali è possibile realizzare lenti perfette, la cui risoluzione non è più limitata dalla lunghezza d’onda della luce utilizzata», osserva Rocca. «In prospettiva – aggiunge – rendono possibile far scorrere la luce intorno ad un oggetto rendendolo perfettamente invisibile». Finora studiosi statunitensi sono riusciti a ottenere l’invisibilità in intervalli di lunghezza d’onda limitati intorno al millimetro, ma «in linea di principio – osserva Rocca – utilizzando materiali nanostrutturati questo è possibile anche per la luce visibile e si potranno nascondere anche oggetti di grandi dimensioni. Per ottenere queste caratteristiche è necessario che i metamateriali abbiano un indice di rifrazione della luce molto piccolo o negativo. Una caratteristica che si ottiene grazie a forti risonanze del gas di elettroni, come quella del plasmone acustico di cui abbiamo dimostrato l’esistenza».
Un’altra possibile applicazione è nell’elettronica di altissima frequenza (Tera Hertz, mille volte più veloce del Giga Hertz a cui funzionano i computer attuali). Essa è resa possibile dalla dispersione lineare del plasmone acustico. Ciò significa che esso, contrariamente ai plasmoni ordinari, si propaga alla stessa velocità a tutte le frequenze, come fa la luce nel vuoto, ma mille volte più lentamente. «Di conseguenza – prosegue – un segnale può essere in linea di principio convertito da luminoso ad elettronico e viceversa, con distorsione minima, permettendo di costruzione dispositivi opto-elettronici funzionanti a frequenze molto più elevate dei dispositivi elettronici attuali. Per questo sarà necessario disporre di materiali nanostrutturati su scala opportuna per consentire l’accoppiamento della luce con il plasmone». L’esperimento che ha dimostrato l’esistenza del plasmone acustico è stato eseguito su un cristallo di berillio, ma i ricercatori osservano che vi sono valide ragioni per ipotizzarne l’esistenza anche su altri metalli.”Il prossimo passo – conclude Rocca – sarà riuscire a modulare la velocità del plasmone per adattarla alle possibile applicazioni modificando le caratteristiche del materiale su cui è supportato».

13 luglio 2007 Posted by | Curiosità, Informazione, News | 1 commento

Sempre più poveri… in giacca e cravatta

Sette milioni di anziani che percepiscono pensioni di 500 euro al mese, giovani precari che passano da un lavoro all’altro, ma soprattutto un esercito di due milioni e mezzo di poveri «in giacca e cravatta» che fino a ieri erano considerati privilegiati, il cosiddetto ceto medio che oggi, già alla terza settimana dallo stipendio, si ritrova a dover contare il centesimo per arrivare a fine mese. 5.100.000 i nuclei familiari (15 milioni di individui) già indigenti o a rischio povertà: il 23% degli Italiani che arranca e si indebita, descritto nello studio dell’Eurispes «Problemi di famiglia», in collaborazione con Federcasalinghe, presentato stamattina a Roma.
Un terzo di Italiani appare assolutamente garantito, un terzo vive in decisa indigenza economica e l’altro terzo è rappresentato dalla fascia del ceto medio in condizioni di instabilità e precarietà. Tra loro i working poors, soggetti «normali» che si ritrovano poveri per riduzioni dello stipendio, che non riescono ad arrivare a fine mese, che passano la notte nei dormitori pubblici perchè non hanno una casa, che in giacca e cravatta mangiano alla Caritas durante l’ora di pausa per il pranzo. Tra il 2001 e il 2005, è stata calcolata una perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni del 20,4% per gli impiegati; 14,1% per gli operai; 12,1% per i dirigenti; 8,3% per i quadri.
Mutui, prestiti e pagamenti a rate hanno fatto lievitare l’indebitamento delle famiglie italiane del 9,8% tra il 2005 e il 2006. Sono i mutui, però, ad assorbire il 56,5% dell’indebitamento complessivo pari a più di 430 miliardi di euro. Nel 2007 la percentuale delle famiglie che ricorrerà al credito al consumo crescerà del 12% Napoli, Roma, Milano e Torino le città in cui l’acquisto della casa grava sulle spalle dei cittadini in misura maggiore. Sono sempre di più le persone che si rivolgono agli usurai, anche per mantenere lo stesso tenore di vita di un tempo. È Napoli la città maggiormente esposta al rischio, Bolzano la più virtuosa.
È il 66,3% della popolazione ad affermare che bisogna pagare le tasse per avere migliori servizi pubblici. Tuttavia, il 53,4% non le paga volentieri perchè crede poco nella capacità dello Stato di gestire le risorse (30,8%). Più fiducioso, il 40,2%, crede che lo Stato sia in grado di farlo. Un’eventuale riduzione delle tasse, dovrebbe riguardare, per il 67,7%, prima di tutto le classi più povere. Una coppia con prole spende mediamente il 3,5% in più (quasi 3.000 euro con un figlio, 3.2000 con due) rispetto a chi non ne ha (2.860 euro). Il primo risparmio per gli Italiani è ridurre le spese per i regali (39,9% abbastanza, 23,1% molto) e acquistare in saldo (40,8% e 23,6%). Inoltre il 56,3% si serve per i prodotti alimentari molto o abbastanza frequentemente ai discount dove la merce, anche se non di marca, costa meno.

13 luglio 2007 Posted by | Curiosità, Informazione, Italia, News | Lascia un commento

Il cartellone di Tindari Estate Festival 2007

Prenderà il via il 20 luglio la stagione teatrale al teatro greco di Tindari. Ieri, infatti, è stato ufficializzato il calendario degli spettacoli organizzati dall’associazione “Teatro dei due mari”. Si partirà con “Elettra – la caduta delle maschere” con Isabel Roussinova. A seguire altri ventisei spettacoli di eccellente qualità. Protagonista assoluto il teatro, ma non mancano musical, balletti ed operetta. Questo il programma completo: 22 luglio “Trachinie” con Micaela Esdra; 23 luglio “Medea” con Catenina Verteva; 29 luglio “Un sogno d’estate – piedini in passerella”, spettacolo che sarà trasmesso in diretta da Rai Due; 1 agosto “Orchestra del Vittorio Emanuele”; 2 agosto “Vestire gli Ignudi” con Vanessa Gravina; 3 agosto “Pene d’amor perdute” con Catalie Caldonazzo e Sergio Muniz; 4 agosto “I Malavoglia”; 5 agosto “Antigone” con Edoardo e Silvia Siravo”; 7 agosto “E’ ricca, la sposo, l’ammazzo” con Tiziana Foschi; 9 agosto “La distanza dalla luna”; 11 agosto “Filottete” da Sofocle con Vincenzo Pirrotta; 12 agosto “Utopia del triangolo”; 13 agosto “Due dozzine di rose scarlatte” con Tuccio Musumeci e Pippo Patavina; 14 agosto “La riscoperta di Troia”; 15 agosto “Pluto – il dio del denaro” di Aristofane; 16 agosto “Made in Sicily”, spettacolo di danza; 17 agosto “Cincillà”, operetta; 18 agosto “Striptease”, musical; 19 agosto “Miles” di Plauto; 21 agosto “Il malato immaginario” con Enrico Guarnirei; 23 agosto “Sette contro Tebe” di Eschilo; 24 agosto “Edipo” con Flavio Bucci; 25 agosto “Viaggi di Aliante”; 28 agosto “Otto donne ed un mistero” con Elsa Martinelli ed Eva Robin’s; 31 agosto “Eumir Deodato in concerto”; 1 settembre “Nelle parole abitano pugnali” da Platone.

13 luglio 2007 Posted by | Concerti, Eventi, Informazione, Musica, News, Sicilia, Spettacoli, Teatro, Tindari | Lascia un commento